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“O Segnor mio, quando sarò io lieto
a veder la vendetta che, nascosa,
fa dolce l’ira tua nel tuo secreto?”
(Purgatorio, XX, 94-96)
Battagliera collezione, a cura di Luciano Lìcandro, che raccoglie alcuni tra i primi testi pubblicati, un quarantennio fa, da Ar (più, per ‘consonanza’, il Céline rovinoso di Bagattelle per massacro): volumi che già segnavano una drastica presa di distanza dalle beate illusioni della cultura ufficiale e venivano aprendo squarci di inquietudine. E prefigurando scenari di crisi inevitabile.
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