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Il suo autore, richiesto di ribadire quali fossero le mire di questo testo, così si è espresso in una recente intervista (in F.G. Freda, In alto le forche!): “Quelle della Disintegrazione erano, in essenza, le proposizioni del comunismo aristocratico di matrice platonica, applicate alla vicenda di un segmento storico.” E, di fronte alle opinioni della vulgata, che ancora lo ritiene uno scritto ‘eccitante’ e ‘sociale’, ha obiettato: “Che cosa c’è invece di più ordinato, ascetico, essenziale, silenzioso, del comunismo castrense cui mirava quel testo?” |