A cura di Enrico Burich con una postfazione di Francesco Ingravalle
Pronunziati dal 13 dicembre 1807 al 20 marzo 1808, a ridosso della sconfitta prussiana di Jena, i Discorsi alla nazione tedesca – qui riproposti nella classica versione di Enrico Burich – muovono da una dura imputazione di egoismo quale causa reale della sconfitta della Prussia e propongono un radicale programma di rieducazione della nazione. Gli individui vanno orientati a sentirsi parte del tutto nazionale, anziché atomi egoistici desiderosi soltanto del proprio benessere particolare. Il senso di appartenenza è non soltanto etnico, ma anche etico-politico e configura un tipo umano che realizza la libertà morale individuale come libertà della comunità nazionale. Un tipo umano che sarà non soltanto la guida per tutti i Tedeschi verso l'unificazione etico-politica, ma anche la guida dell'intera umanità sotto il regno della “ragione pratica” e della libertà secondo ragione.
Sommario
Introduzione, di Enrico Burich V-XXIV I. Prolegomeni e considerazioni gene-rati 1. II. Quale deve essere la nuova educazione 19. III. Ancora dell'idea della nuova educazione 37. IV. In che cosa differiscono i Tedeschi dagli altri popoli di origine germanica 53. V. Con-seguenze della suddetta differenza 73. VI. Le qualità fondamentali dei Tedeschi guardate nella storia 89. VII. Si approfondisce il concetto della origi-nalità e della germanicità di un popolo 105. VIII. Che cosa s'intende per popolo nel senso alto della parola e che cosa è l'amor patrio 125. IX. A quale cosa già esistente nella realtà va riallacciata la nuova educazione nazionale dei Tedeschi 145. X. Per determinare meglio l'educazione nazionale tedesca 161. XI. A chi spetta di effettuare questo piano di educazione 179. XII. Con quali mezzi possiamo mantenerci in vita fino al conseguimento del nostro intento principale 197. Sunto del discorso XIII. Si continua la discussione di prima 213. XIV. Conclusione 235.
Democrazia etnica e Stato etico, di Francesco Ingravalle 255.
Indice dei nomi 271 |