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Johann Andreas Eisenmenger (1654-1704) fu uno
dei più profondi conoscitori della letteratura
rabbinica. La sua opera più importante, il
Giudaismo svelato (Entdecktes Judenthum),
frutto di 19 anni di studio e dell'esame di 193 opere
ebraiche, venne stampata a Francoforte nel 1700.
Ma la comunità ebraica di quella città, tramite gli
influenti Hojjuden Samson Wertheimer e Samuel
Oppenheimer, ottenne dall'imperatore Leopoldo I
d'Asburgo il sequestro del libro. Esso potè essere
ristampato undici anni dopo, e solo nel 1713 fu
concesso agli eredi di Eisenmenger di diffonderne anche la prima edizione.
Pur essendo in particolare una confutazione teologica della religione ebraica, il Giudaismo
svelato - nelle sue oltre 2100 pagine suddivise in
due parti - tratta specificamente degli insegnamenti rabbinici nei confronti dei non-ebrei, i goijm: proprio la rivelazione di tali precetti allarmò le comunità ebraiche tedesche, sopra tutto quella di Francoforte.
Infatti, nei capitoli XIV e XV della Parte Prima e I
e III della Parte Seconda di Giudaismo svelato, l'autore affronta tre temi fondamentali:
Perché gli ebrei siano superiori a tutti i popoli del mondo;
Perché i non-ebrei siano da considerare BESTIE;
Perché sia lecito uccidere un nonebreo.
Con quale autorità e competenza questi temi siano svolti da Eisenmenger, si potrà giudicare dall'antologia della sua opera che qui viene presentata per la prima volta in lingua italiana.
Mentre ì precetti rabbinici sui non-ebrei risultavano,
sinora, degradati a "citazioni talmudiche" malamente
isolate dal loro quadro letterario, Giudaismo
svelato propone una conoscenza di prima mano
degli stessi insegnamenti talmudici, finalmente
inseriti nel loro contesto dottrinale e corredati di
note filologiche.
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