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Questo saggio prende in esame i rapporti – non
casuali bensì necessari – tra concezione del Sacro e
mondo del diritto nella Roma arcaica. L'operare
magico e rituale costituiva, allora, la base di
legittimazione dell'agire umano, e il Sacro si
manteneva presupposto di ogni diritto o struttura
sociale. L'autore documenta vari aspetti di tale
realtà e ne segue gli sviluppi nelle epoche
successive, fino all'affermarsi del Cristianesimo.
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