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Un fascista. Estetizzante. Uno di quelli che non teme di dirlo. Ricciolo, siculo, ancora giovane e vigoroso per potersi permettere un triplo salto mortale dentro il cerchio di fuoco delle patrie lettere democratiche. Un frondista del politicamente corretto. Frondista del regime liberaldemocratico. Del regime lib-lab. Del regime liberalriformista. Insomma un antagonista. Ma da tenere in conto. Assicura il suo direttore Giuliano Ferrara, perché il «fascismo di questo straordinario scrittore civile funziona da anni come un antitodo allo sperpero retorico della nostra democrazia repubblicana, e delle idee universali ad essa collegate». Ma Pietrangelo Buttafuoco, […] riesce a non esaurirsi nella prosa pur feconda del pensatore inattuale, nella prosa rococò e civettuola del giornalista di successo. Sotto l'arzigogolo, l'ironia quotidiana, il pensiero naviga lontano dai corsivisti improvvisati figli degeneri della televisione, scandaglia e conserva le ultime luci di una cultura che fu [...]» .
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