Recensioni  
 
   
  A. Segatori, La comunità vivente, Vicsia Portel, Voce Isontina , 27 luglio 2002
 

«[...]In “La comunità vivente” vengono messi in luce i processi di degradazione e degenerazione che ci hanno portato a questa società (anzi, che ci hanno fatto passare dalla comunità alla società), e finalmente non si individuano, come sono soliti fare gli asfittici e ”alternativi” frequentatori dei salotti radical-chic, nelle singole decisioni di qualche uomo d'affari dedito alla politica. Come fa notare Segatori infatti “sarebbe assurdo cercare, nell'epoca attuale, una causa unica di deterioramento che porti matematicamente ad un effetto definitivo e consequenziale”. Bisogna invece “decodificare i segni e le indicazioni del più piccolo avvenimento, inserirlo nella sfera storica in cui si forma e (...) dare un significato alla sua apparizione e al suo sviluppo”: dall'ipocrisia della de-ideologizzazione, che troppo spesso diventa mancanza di ideali e di riferimenti, mancanza estremamente funzionale al sistema, al decadimento del ruolo della cultura quale capacità di critica autonoma, di creatività e libertà a favore della mera e tecnica istruzione, che serve ad “uniformizzare le capacità produttive in base alle esigenze del mercato e della produzione”. E poi si parla del lavoro, della politica, del sacro, di un mondo che sta sempre più inesorabilmente appiattendosi, troncando ogni anelito e respiro più profondo.[...]» .


 
 
[indietro]    
 
Franco G. Freda
Presentazione
Catalogo per collane
Catalogo per autori
Ordina
Distribuzione
Home
 
 
 
Presentazione Cat. collane Cat. autori Recensioni Ordina
 
  Risoluzione consigliata 1024 x 768 pixel profondità 24 bit - Firefox - © 2005 - Design Franco Leone