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  M. Walser, La banalità del bene, Marino Freschi, Il Giornale, 5 luglio 2000
 

«[...] Nel suo discorso di ringraziamento per il conferimento del premio per la pace (Walser) ha lanciato una vera e propria provocazione, che possiamo riassumere nella tesi che in Germania parlare di olocausto è diventato un business, che ogni film, libro effetto mediatico che ha per tema l'olocausto è destinato al successo ed è esteticamente inattaccabile. L'olocausto si è trasformato in un oggetto di consumo con un sicuro mercato. La provocazione sollevò polemiche accesissime e non certo inutili, culminate nel dibattito tra Walser e Ignatz Bubis, l'autorevole presidente della comunità ebraica tedesca, scomparso subito dopo quel celebre confronto. Tale dibattito, col titolo La banalità del bene -che riprende un celebre saggio di Hann Arendt- è stato pubblicato in italiano non da Feltrinelli, che è l'editore storico di Walser, bensì dalle Edizioni Ar, ispirate da Franco Freda, che è un segno dei tempi.[...]»


 
 
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Franco G. Freda
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