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Quest'opera tratta di un'epoca travagliata e di autori
poco conosciuti della storia del Giappone moderno:
gli uomini e le azioni dell'estrema destra nipponica –
con particolare attenzione al cosiddetto “fascismo
giapponese” – nel periodo che va dalla fine del
feudalesimo (1868) alla fine del parlamentarismo
(1936). La vis guerresca nipponica, con le sue forme
spesso paradossali descritte nel testo, desta
stupore: è feroce e compìta, barbara e raffinata,
inesorabile e quasi liturgica, e conferma quella
inestricabile identità del tragico con il sublime.
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