Recensioni  
 
   
  AA.VV., Risguardo V. I quarant’anni delle Edizioni di Ar. 1963-2003, Nicola Ponte, Area, luglio/agosto 2004;
 

Quarant’anni di Ar.
I quarant’anni delle Edizioni di Ar, ricordati in Risguardo V (p. 170, 10 euro) da vari autori della casa a cura di Piero Carini e Anna K. Valerio, sono un’occasione importante di riflessione per la cultura della destra. Molti di noi hanno motivi di gratitudine per i testi messi a disposizione. Penso, per me, alle nitide traduzioni da Werner Sombart sugli Ebrei e la vita economica, scritto agli inizi del secolo scorso nella linea di ricerca sui rapporti tra economia e religione che spinse Max Weber a studiare l’influenza del protestantesimo sullo sviluppo del capitalismo. Di Sombart sta per uscire, sempre con Ar, a cura di Vittorio Penzo, un Guerra e capitalismo che si prospetta di particolare interesse nel momento attuale. Ricordo L’enigma sociale di Francesco Avigliano, che fu tra i dimenticati ispiratori di Pound, riproposto da Michele Aprile con la postfazione di Salvatore G. Verde, animatore a sua volta di eresie economiche con Antibancor. Ma anche le raccolte e gli studi su Evola (ne riferisce Marco Iacona), con le analisi di Roberto Melchionda, Piero Di Vona, Francesco Ingravalle, Giovanni Damiano. Nella varietà degli interessi un fermo indirizzo di Ar riporta sempre alla cultura tedesca, partendo ovviamente da Nietzsche e recuperando via via autori come Othmar Spann, Walter Heinrich, Alfred Baeumler, sino a Martin Walser di cui Francesco Coppellotti ha aiutato a comprendere il dibattito esploso in Germania per alcune considerazioni su Auschwitz in un suo discorso del 1998 su La banalità del bene, e tornando indietro alla Walpurgisnacht di Goethe con una versione manoscritta di Freda.
Alle spalle d’un catalogo ragguardevole c’è la vicenda al tempo stesso vera e incredibile dell’anima e dell’intelligenza che per quarant’anni ha ispirato e guidato Ar e il Fronte Nazionale, Franco G. Freda, con i lunghi soggiorni in galera che ha dovuto sopportare da questa giustizia e da questa democrazia. Una vicenda dove il sospetto, poi smontato perché privo di prove, di stragismo, è stato prolungato da punizioni ancora inflitte con veri e propri processi alle idee. Su queste vicende c’è una letteratura che parte dal saggio di Freda su La disintegrazione del sistema (1969), si snoda ne Il Fronte Nazionale (1994) e L’albero e le radici (1996) sempre di Freda, con L’automa della legge (1999) dove Francesco Ingravalle ne difende la legittimità delle posizioni, I lupi azzurri. Documenti del Fronte Nazionale (2000) ancora di Freda, per giungere infine alla tesi di Chiara Stellati, Una ideologia dell’Origine. Franco Freda e la controdecadenza (Salerno 2002).
Alle spalle delle più recenti disavventure, quelle riguardanti le accuse e i processi contro il Fronte Nazionale, c’è una parola proibita, "razza", coi relativi concetti, e i pericoli cui ci si espone parlandone. Certo: a Oriana Fallaci, che non è sospettabile di fascismo, si consente di eccitare odio contro i musulmani. Ma io dovrò invece chiedermi che rischi corro insinuando che i somali potrebbero essere mediamente più alti dei pigmei e persino di più bella presenza. O che gli ebrei sin dai tempi antichi hanno contribuito con opere più interessanti dei palestinesi alla letteratura mondiale, a partire dalla Bibbia sino alle poesie di Allen Gisberg, amico e ammiratore di Pound. O che gli italiani hanno dato alla storia dell’arte più dei semiti, frenati tra l’altro da vincoli religiosi nei temi della pittura e della scultura. Qui pare che dopo la legge Mancino le uniche classifiche consentite fra i popoli siano medaglieri olimpici e classifiche ai campionati mondiali di calcio.
Sulla razza ho fatto ricorso a paradossi scherzosi, mentre Freda predilige atteggiamenti provocatori, a volte eccessivi, verso il politicamente corretto. Si può non essere sempre d’accordo su posizioni assai rigide, ma è grave che delle espressioni di idee l’abbiano riportato in galera. Non è tollerabile che l’unica scelta possibile in tema di razze sia il meticciato, perché è del tutto normale tenere alla somiglianza dei figli con gli avi in linee di continuità che attraversino i secoli; ma è anche infame il progressivo ampliamento di quei limiti di libertà, contro i quali ci siamo scontrati sin dall’inizio di una menzogna: la "liberazione". Che se ebbe da un lato quale prezzo il sangue dei vinti, con decine di migliaia di assassinati, ha implicato anche costi in termini di libertà con nuovi reati di apologia e vilipendio in base ai quali non avremmo potuto né parlare bene di noi, né male degli avversari. Questo doppio divieto le Edizioni di Ar l’hanno sempre violato: non in superficie, come forse più spesso è capitato a noi, ma nel profondo. E questa sfida nutrita di buoni testi, presentati con eleganza, corretti con attenzione ammirevole, suggestive riscoperte, capacità di stringere i denti e soffrire con dignità rara, senza un filo di vittimismo, è un bel capitolo nella variegata storia della destra postbellica.


 
 
[indietro]    
 
Franco G. Freda
Presentazione
Catalogo per collane
Catalogo per autori
Ordina
Distribuzione
Home
 
 
 
Presentazione Cat. collane Cat. autori Recensioni Ordina
 
  Risoluzione consigliata 1024 x 768 pixel profondità 24 bit - Firefox - © 2005 - Design Franco Leone